Giovedì 21 novembre al Teatro “Giotto” di Borgo San Lorenzo in serata, è stato proiettato il documentario “Antropocene”: tale evento è stato possibile grazie alla collaborazione fra Teatro “Giotto” e IIS “Giotto Ulivi”, nell’ambito del progetto di Educazione ambientale della scuola, con il patrocinio del Comune di Borgo San Lorenzo.

Antropocene” è un documentario prodotto nel 2018 in Canada, presentato in anteprima nazionale al Mandela Forum di Firenze il 29 agosto scorso ed uscito nelle sale italiane dal 19 settembre, distribuito dalla Fondazione Stensen di Firenze.

Antropocene è un termine proposto nel 2000 da Paul Crutzen (chimico dell’atmosfera, di origine olandese, premio Nobel per la Chimica nel 1995) per indicare l'attuale epoca geologica, in cui molte condizioni e processi sulla Terra sono profondamente alterati dall'impatto umano. Gli eventi associati all'Antropocene comprendono: un aumento dei fenomeni di erosione e del trasporto di sedimenti, associati all'urbanizzazione e all'agricoltura; modifiche marcate dei cicli di elementi fondamentali per la vita, quali carbonio, azoto, fosforo e vari metalli; il riscaldamento globale; l'innalzamento del livello dei mari; l'acidificazione degli oceani; rapidi cambiamenti nella biosfera, sia a terra che in mare, a causa della perdita dell'habitat, della predazione di risorse, dell'aumento esponenziale delle popolazioni animali domestiche e delle invasioni di specie alloctone; la proliferazione e la dispersione globale di materiali artificiali, tra cui cemento e materie plastiche. L'Antropocene non è un periodo geologico formalmente definito all'interno della scala temporale geologica: ufficialmente viviamo ancora nell'epoca dell'Olocene, iniziata circa 10.000 anni fa, al termine dell’ultima glaciazione.

L'AWG (Anthropocene Working Group), di cui fa parte lo stesso Crutzen, ha sviluppato nel 2016 una proposta per definire l'Antropocene sulle seguenti basi: il termine viene candidato a denominare una nuova epoca geologica, il cui inizio coinciderebbe con la fine dell’Olocene e sarebbe collocato a metà del XX secolo, in coincidenza di segnali di grande accelerazione della crescita della popolazione, dell'industrializzazione e della globalizzazione; il più evidente di questi segnali è rappresentato dai radionuclidi artificiali, diffusi in tutto il mondo dai test delle bombe termonucleari dei primi anni '50.

Alla proiezione erano presenti circa 120 persone, un vero successo, tenuto conto che nella stessa serata, vi erano altri due eventi pubblici in zona.

Al termine, si è tenuta una breve presentazione, da parte di attivisti, delle finalità e delle modalità di azione del nascente movimento internazionale “Extinction rebellion” (XR), che da alcuni mesi si sta organizzando anche in Toscana, compresa la zona di Firenze. Tale movimento è fondato su azioni nonviolente, sulla diffusione della pace, sulla fiducia nella scienza e nella condivisione di conoscenza, affinché possa essere ascoltato l’allarme lanciato dalla comunità scientifica sulla questione ambientale a livello planetario.

Durante il dibattito in sala è stato ricordato che, ben 47 anni fa, nel 1972 venne pubblicato “I limiti dello sviluppo”, rapporto del System Dynamics Group (MIT) per il Club di Roma: già allora gli scienziati avvertivano i governi e le istituzioni internazionali dell’urgenza di prendere consapevolezza dei limiti dell’ambiente naturale e delle tragiche conseguenze che avrebbe comportato il travalicarli; intimavano, inoltre, di agire subito, senza rimandare l’intervento alle successive generazioni, e di arrivare prima possibile ad uno stato di equilibrio duraturo tra le esigenze dell’umanità e quelle di conservazione della vita sul Pianeta, nell’enorme varietà in cui ancora la conosciamo.

A più riprese, in questi ultimi 50 anni, la comunità scientifica ha lanciato allarmi per ricordare a tutti la gravità della situazione, lo scorso 5 novembre sulla prestigiosa rivista “BioScience” è stata pubblicata una dichiarazione, sottoscritta da oltre 11.000 scienziati da tutto il mondo, italiani compresi, che conferma, ancora una volta in modo chiaro ed inequivocabile, che la Terra è di fronte ad una emergenza climatica ed ambientale.

La visione di un documentario come “Antropocene” rappresenta una delle vie che possono permettere alle persone di prendere consapevolezza del problema, della sua gravità e portata. Successivamente, le stesse persone dovrebbero arrivare a decidere di modificare il proprio stile di vita, in modo che i propri comportamenti siano espressione di un cambiamento che parte dal basso e dai singoli.

In questo percorso di sensibilizzazione, è significativo ricordare la partecipazione di molti alunni dell’IIS “Giotto Ulivi” al terzo sciopero mondiale per il futuro, organizzato dal movimento internazionale “Fridays for Future”, tenutosi a Firenze il 27 settembre scorso. Nei giorni successivi allo sciopero, i ragazzi delle classi 2D, 3A, 4F, con il sostegno dei loro docenti prof.ssa Sabina Mazzoldi e prof. Luigi Cenerelli, hanno provato a tradurre in azioni concrete il proprio impegno, stilando una prima lista, in cui tutti posso trovare spunti per cambiare nel quotidiano, di seguito pubblicata.

- Fare bene la raccolta differenziata e non abbandonare mai i rifiuti a terra;

- evitare gli sprechi di luce e acqua;

- utilizzare fonti di energia rinnovabili (pannelli solari, fotovoltaici, etc.);

- limitare l’uso della carta, compresa quella da cucina e le salviette, e usare il più possibile carta riciclata, anche per la stampa;

- comprare alimenti biologici, di stagione e a km zero;

- utilizzare gli oggetti più volte, anche in modo creativo;

- utilizzare mezzi di trasporto pubblici e, quando è possibile, andare a piedi o usare la bicicletta;

- raccogliere l’olio esausto in appositi contenitori e conferirlo nei centri di raccolta;

- comprare prodotti sfusi;

- ridurre l’utilizzo della plastica, in qualsiasi forma;

- evitare di mangiare nei fast-food;

- non comprare indumenti in pile, per evitare il rilascio di microfibre nelle acque dei mari;

- mangiare meno carne;

- non comprare più bottiglie in plastica e dotarsi di borracce in materiali durevoli;

- raccogliere i tappi in plastica per la realizzazione di pozzi per l’acqua potabile in Africa;

- andare a fare la spesa portandosi borse riutilizzabili;

- limitare l’uso del riscaldamento e dell’aria condizionata;

- limitare l’uso dei detersivi;

- partecipare alle iniziative pubbliche di pulizia dell’ambiente;

- boicottare l’acquisto di prodotti di multinazionali irrispettose dei diritti umani e del Pianeta;

- evitare l’acquisto di prodotti con troppi imballaggi;

- sensibilizzare la gente ad adottare uno stile di vita rispettoso dell’ambiente.

 

prof. Luigi Cenerelli

 

 

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