23 agosto 2005

Di ritorno dalla Sicilia posso dire di aver visto una grande terra, piena di storia e tradizione, con un mare magari meno rinomato delle coste sarde ma comunque splendido; ho visto una terra povera, molta furbizia nei ristoratori e nei commercianti, molta gentilezza nella gente comune, motorini carichi all'inverosimile di persone senza casco, auto parcheggiate in tripla fila, un rispetto inesistente del codice della strada, immondizia nei posti più impensati.

Ho pensato anche che là da qualche parte c'è nascosto Provenzano e tanti altri e che magari si sono fatti anche loro la vacanza al mare come me; se parli con la gente capisci che per loro l'Italia è un altro pianeta e che stia al governo Berlusconi o qualcun altro è la stessa cosa.

Mi sono fermato sul luogo dove Falcone, sua moglie e la scorta hanno perso la vita: la Sicilia è terra generosa, mette al mondo eroi e non solo mafiosi come qualcuno vorrebbe.

Ho respirato i fumi infernali dell'Etna; ho incontrato siciliani aperti e cordiali, pronti ad aiutarti anche senza averlo chiesto; ho assaggiato una cucina dai sapori decisi e che non si dimenticano, bevuto vini che parlano di sole e vento.

Credo di aver lasciato un po' di me in Sicilia.