Le classi 4E e 4F dell'indirizzo linguistico si sono recate il giorno 14.5.2015 all'Expo di Milano vedi foto.

Alcuni ragazzi hanno scritto una loro critica all'evento, di seguito pubblicata.

Buona lettura!

 

LE CRITICHE ALL’EXPO

 

Il giorno 14 maggio 2015, avendo avuto l’opportunità di vedere l’Expo Milano 2015- Nutrire il Pianeta- Energia per la Vita, è stato possibile notare alcune incongruenze col tema dell’esposizione e alcuni aspetti negativi che, a prima vista, possono non sembrare così rilevanti.

Il primo aspetto che ha fatto muovere critiche è stato la mancanza di assaggi tipici di ogni paese, infatti, noi visitatori ci saremmo aspettati di assaporare particolari pietanze che non troviamo tutti i giorni. Ciò non significa che non è possibile mangiare piatti stranieri, questi però si possono trovare solamente nei ristoranti che la maggior parte dei padiglioni ha adibito sotto di sé o nei pressi, ad un costo elevatissimo. Per mangiare un etto di prosciutto iberico si pagano 40€, 12€ per tre fette di tortilla di patate. Un caffè può arrivare a 1,50€. Il padiglione del Giappone, ad esempio, ha fatto ultimamente scalpore sul web per uno scontrino da 115€ in cui una bottiglietta di acqua frizzante veniva 5€ e un piatto giapponese 110€. La questione del prezzo induce così i turisti a portarsi il cibo da casa e inoltre produce una forte contraddizione con lo slogan dell’Expo “Nutrire il Pianeta”.

Un altro aspetto che crea visibilmente scontento sono le costruzioni non ancora terminate, nonostante i lavori siano cominciati già da anni. Addirittura con l’apertura dell’Expo ipaesi in attesa di aprire erano tanti: dal Benin al Gambia, dalla Guinea Equatoriale alla Repubblica del Congo, dallo Zambia a Capo Verde, dalle Comore al Madagascar e molti altri.

Il padiglione Italia, inoltre, uno dei principali, richiede anche un’ora di fila per vederne solo una parte; il Nepal è solo in parte accessibile e la zona della Biodiversità non è proprio aperta.

I vari padiglioni presentano inoltre alcune incongruenze con il tema dell’Expo, poiché alcuni non hanno niente a che vedere con il cibo perché mostrano abiti, come nel caso della Cina, o sono strutture di divertimento, come il “Brasile”, in cui vi è una grande rete sulla quale è possibile camminare.

L’ultimo aspetto, a cui non si potrebbe dare peso ma che ha una forte evidenza, può essere l’organizzazione e il modo di presentazione dei padiglioni. Ci sono infatti padiglioni enormi, complessi ed elaborati, al cui interno troviamo un’avanzata tecnologia, che si contrappongono alle semplici “stanze”. Facendo qualche collegamento, si può notare che i paesi più ricchi hanno a disposizione molto più spazio e possiedono padiglioni che lasciano a bocca aperta, come per esempio i paesi europei, mentre gli stati più poveri, come quelli africani, dispongono solamente di una stanza per paese, che fra l’altro è poco decorata. Questa condizione crea dispiacere poiché sembra che l’Expo voglia mettere in mostra le disponibilità economiche dei paesi, come se fosse una gara al padiglione più bello.

Un’altra importante critica è quella mossa dalla Cina: dato che l’Italia si aspetta molto dall’Expo, che ha come obiettivo anche quello di resti­tuire ad un paese la vetrina internazionale e faci­li­tare gli scambi commerciali; gran parte di que­sto pre­sunto suc­cesso, stando alle pre­vi­sioni, dovrebbe dipen­dere dai cinesi, per­ché la popo­la­zione della loco­mo­tiva mon­diale è attesa in gran numero. La Cina e suoi poten­ziali visi­ta­tori alla ker­messe mila­nese hanno alcune caratteristiche che fanno ben spe­rare: rappresentano un paese in cre­scita, sep­pure meno degli ultimi anni, hanno un sicuro inte­resse e amore nei con­fronti dell’Italia, hanno visto l’ultimo Expo da vicino, essendo stato ospi­tato a Shan­ghai nel 2010. Eppure, tutte que­ste spe­ranze rischiano di infran­gersi su un’immagine non pro­prio gra­dita a Roma, dato che le noti­zie circa le dif­fi­coltà dell’Expo mila­nese (ritardi e pole­mi­che) sem­brano aver var­cato ampia­mente i nostri con­fini. Ieri il China Daily, quo­ti­diano in lin­gua inglese, ha pro­po­sto un arti­colo molto cri­tico nei con­fronti dell’Expo ita­liano, accu­sando l’organizzazione di avere dei pro­blemi legati ai tempi, alla con­se­gna dei padi­glioni ter­mi­nati e alla cor­ru­zione degli organi che gra­vi­tano intorno all’evento.

In conclusione, quindi, possiamo affermare che l’Expo Milano 2015 offre molte aspettative, che da una parte sono soddisfatte, ma da altre lasciano un po’ di delusione, che forse poteva essere evitata.

 

Camilla Tagliaferri, Sara Vivoli, Alessandro Corsi, Virginia Vettori e Sara Bambi.